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La gastronomia dell’Oltrepò Pavese
orientale, che,
per la sua collocazione geografica, risente delle tradizioni
gastronomiche di Emilia Romagna e Piemonte , lega alcune delle sue
ricette tipiche alle abitudini di domini passati (come quello
spagnolo e francese) ma sopratutto ad una vocazione contadina antica
e mai rinnegata.
Così un posto di primissima importanza spetta al maiale il cui
allevamento è ancora molto diffuso anche a livello
familiare. Ne derivano i tipici salumi come il salame, la
coppa, la pancetta e i tipici
cacciatorini accompagnati dal pane tipico della
zona, la micca di Stradella.
Tra i primi grande rilievo hanno risotti e agnolotti (ravioli) e la famosissima
zuppa alla pavese, che la tradizione vuole sia legata al re francese
Francesco I.
Tra i secondi troviamo gli animali da cortile, un tempo riservati per i giorni di festa, i brasati
dalla lunga preparazione con l'insostituibile sostegno di un
buon vino rosso, il bollito misto servito con salsa
di peperoni o mostarda, prodotti tipici di Voghera.
Tra i dolci spiccano la Torta del Paradiso, le crostate e i tipici "brasade",
ciambelline secche, tonde, che si vendevano infiliate con uno spago
da cucina in "collane" e si regalavano ai più piccoli per le feste,
e proprio perchè molto secche, si conservavano a lungo.
E poi i vini. Sono ben 20 le Denominazioni di Origine Controllata.
Sono raffinati bianchi, importanti spumanti secchi e dolci e
pregiati rossi. Il brioso
Bonarda, ottimo per accompagnare
salumi e primi piatti, l'antico e prezioso
Buttafuoco, e i
due grandi vini da dessert, il
Moscato e il
Sangue di Giuda, sono
sono alcuni dei grandi vini prodotti da una terra di tradizioni
antiche che, non a caso, un grande e pavesissimo scrittore,
Gianni Brera, definì una "provincia fatta a grappolo
d'uva".
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